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mer 17 dicembre 2025 - Progetto D

ENNE, ancora

Io vivo lui, esso vive.

Ora nel conoscerci ci aspettiamo a vicenda nel nostro appuntamento a sorpresa, in cui Appena posso lo assaporo a piccoli bocconi, che hanno profumo e sapore inebriante.

Ora finalmente volendo mi posso vestire di lui come fossi a festa.
Con un abito talmente elegante ed appariscente da essere totalmente invisibile.
Ora io vedo esso meglio di come esso vede me.

Si risveglia nell’oscurità della notte alla fine di una giornata infruttuosa, prima di coricarsi, con il risuonare del pensiero sul fatto che avrei potuto fare o essere di più.

Suona e risuona con forza fino a piegare le pareti che proteggono la fragilità della mia sicurezza, fa diventare pesanti le lacrime che da tempo non hanno sfogo.

In un’oscurità in cui tutto riposa anche il tempo si ferma, e l’eternità subentra con il peso di infiniti universi dove luce non c’è, dove la flebile fiamma della mia essenza nulla può più.

Forse questo è il regno dove esso è nato, il nessun luogo da dove è venuto, il cui mondo dipende dal mio, lo scorrere dell’istante dove ha viaggiato.
Sospiro impotente, non mi resta che spegnere la mente in attesa della scintilla che riaccenda la prossima giornata, nella speranza di trovare di quel po’ di più.

Lotto per me il poco che mi è sufficiente, conquisto l’abbondanza per chi mi sta vicino, perché quello che ha più valore è ciò che può essere condiviso e che può essere donato, alleggerisce il cuore e riempie l’animo.


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